Elezione del Consiglio federale: il giorno del voto

«La notte dei lunghi coltelli»: i partiti e i loro ritrovi nella Città di Berna

«In Svizzera questa espressione è utilizzata anche per la notte precedente all’elezione del Consiglio federale da quando, nel 1983, Felix Auer orchestrò all’ultimo minuto l’elezione di Otto Stich. Spesso, infatti, nei casi controversi i partiti concludono accordi e vanno a caccia del voto dei singoli parlamentari fino a poco prima dello scrutinio. Soprattutto prima dell’avvento della telefonia mobile, pare che queste manovre si svolgessero anche fino a tarda notte nei locali pubblici frequentati dai vari gruppi parlamentari. In Svizzera l’espressione è utilizzata perlopiù in tal senso».
Fonti: Wikipedia: «Nacht der langen Messer» , stato: 20.8.2015.
Wikipedia: «Felix Auer» (in tedesco), stato: 20.8.2015
Wikipedia: «Otto Stich» (in tedesco), stato: 20.8.2015

«Nel gergo della Confederazione si parla di notte dei lunghi coltelli per definire la vigilia di elezioni importanti. Spesso senza sapere che questa espressione si riferisce in realtà all’epurazione delle SA, considerate una minaccia da Hitler, per mano delle SS e della Gestapo tra il 30 giugno e il 2 luglio 1934. E, soprattutto, cercando di far credere alla gente che all’ombra di Palazzo federale si celino sempre manovre avvincenti».
Fonti: Jean-François Fournier, «Mein kleines KINO im BUNDESHAUS», in:
Le Nouvelliste, n. 285, 11.12.2007, pag. 12.
Ron Hochuli, «La nuit des longs couteaux, la seule, la vraie», in:
Le Temps, n. 2854, 27.7.2007, pag. 7.

Francesco Benini ha descritto cosa è successo nella notte precedente l’elezione sostitutiva per il Consiglio federale del 16 settembre 2009, quando Didier Burkhalter (PLR) è stato designato come successore dell’uscente Pascal Couchepin (PLR):
alcuni membri dell’UDC e del PLR si sono incontrati al Ristorante Luce;
esponenti del PS e di altri partiti si sono dati appuntamento all’Hotel Bern (Volkshaus);
numerosi rappresentanti dei partiti borghesi e dei media erano al Bellevue-Bar;
altri esponenti borghesi si trovavano all’Hotel Bären;
Christophe Darbellay si è incontrato con il presidente del PS Christian Levrat allo Spaghetti Factory Chindlifrässer;
Fonte: Francesco Benini, «Die Nacht vor der Wahl. [Was in den Stunden vor der Bundesratswahl geschah]»,
in: NZZ am Sonntag, n. 38, 20.9.2009, pag. 22-23,
online: http://www.nzz.ch/aktuell/startseite/die-nacht-vor-der-wahl-1.3605070

I parlamentari frequentano spesso anche la Brasserie Chez Edy e il Café Fédéral, entrambi situati nelle immediate vicinanze di Palazzo federale.
La rivista Du ha dedicato l’edizione dell’agosto 1998 (n. 8) all’hotel a cinque stelle Bellevue Palace:
«Bern. Hotel Bellevue Palace. Dépendance der Macht», online: http://retro.seals.ch/digbib/view?pid=dkm-003:1998:58::2152

«Dove pernottano i consiglieri federali»

Molti dei 115 consiglieri federali svizzeri hanno pernottato nell’hotel a cinque stelle Bellevue Palace.

Fonte:
Ruth Spitzenpfeil, «Königinnen, Revolutionäre und 44 Bundesräte. Fast 50 Jahre lang hat Fritz Aegerter dafür gesorgt, dass die Schweiz vor ihren Gästen glänzt», in:
Neue Zürcher Zeitung, n. 228, 2.10.2014, pag. 22,
online nell’archivio a pagamento della NZZ: http://zeitungsarchiv.nzz.ch/neue-zuercher-zeitung-vom-02-10-2014-seite-22.html?hint=21652725

HotelBellevuePalaceGS

Blick von Osten auf Bundeshaus und Hotel Bellevue Palace, Verlag: Gebrüder Wehrli 1913, BN / Gabinetto delle stampe, segnatura: EAD-WEHR-24721-B, http://www.helveticarchives.ch/detail.aspx?ID=256349)

Prima di essere eletto in Consiglio federale il 10 dicembre 2008, in veste di consigliere nazionale Ueli Maurer ha pernottato per anni all’Hotel Bären (Schauplatzgasse 4).
Fonte: «Ueli Maurer. Nun steigt er in die Hosen», in:
Schweizer Illustrierte, n. 51, 15.12.2008, pagg. 16-20.
Anche online: http://www.schweizer-illustrierte.ch/stars/nun-steigt-er-die-hosen

Altri consiglieri federali hanno soggiornato all’Hotel Bern (Zeughausgasse 9)

HotelBernWikimedia

Fonte: Wikimedia Commons, autore: Benzsandra, CC BY-SA 3.0

o all’Hotel Schweizerhof (Bahnhofplatz 11):

HotelSchweizerhof1914

Veduta da nord sulla piazza della stazione e sull’Hotel Schweizerhof, editore: Gebrüder Wehrli 1914,  http://www.helveticarchives.ch/detail.aspx?ID=62872

«Non perdere la bussola nella Sala dei passi perduti»

La Sala dei passi perduti è stata accuratamente restaurata e rinnovata tra il 2013 e il 2015.
Fonte: www.news.admin.ch

salle des pas perdus

La Sala dei passi perduti, fonte: www.parlement.ch

«Palazzo federale si risveglia»: il personale di servizio, i Servizi del Parlamento, gli uscieri, i rappresentanti dei media e i parlamentari iniziano a lavorare

Alle 5.30 Charly Riesen, usciere del Parlamento, entra in servizio a Palazzo federale.
Fonte: Christine Brand, «Geheimnis-Hüter», in:
NZZ am Sonntag, n. 37, 13.9.2009, pag. 9

Anche online: http://www.nzz.ch/aktuell/startseite/geheimnis-hueter-1.3550389.

Il Servizio federale di sicurezza (SFS), responsabile per la sicurezza del Palazzo del Parlamento e per il controllo delle vie d’accesso agli edifici della Confederazione, lascia entrare i primi parlamentari.
Fonte: Servizio federale di sicurezza (SFS)

«Lettura della lettera di dimissioni»

All’inizio di ogni elezione del Consiglio federale viene letta la lettera di dimissioni del membro uscente del Governo. In seguito, il/la presidente del Consiglio nazionale rende omaggio al suo operato.

Si veda ad esempio la lettera di dimissioni (in francese) del consigliere federale Paul Cérésole, pubblicata in:
Gazette de Lausanne et Journal suisse, n. 293, 11.12.1875, pag. 1

lettredemission ceresole

Berne, le 7 décembre 1875.

A l’Assemblée fédérale suisse :

Monsieur le Président,

Messieurs les membres de l’Assemblée fédérale

J’ai l’honneur de vous faire connaître qu’ayant accepté pour le 1er janvier 1876 les fonctions de directeur de la Compagnie du chemin de fer du Simplon,

je résigne entre vos mains le mandat que vous avez bien voulu me conférer pour la seconde fois le 7 décembre 1872, et que je décline toute candidature pour le prochain renouvellement du Conseil fédéral.

En quittant les hautes fonctions que votre confiance m’a appelé à remplir pendant six ans, je vous présente, Monsieur le Président et Messieurs les membres de l’Assemblée fédérale, l’hommage de ma respectueuse reconnaissance et l’assurance de ma très-haute considération.

(Signé) : P. CERESOLE

Anche in occasione dell’elezione del 14 dicembre 2011, è stata dapprima letta la lettera di dimissioni della consigliera federale uscente. Successivamente il presidente dell’Assemblea federale le ha tributato un elogio: (in tedesco e francese)

Rücktritt von Frau Bundespräsidentin Micheline Calmy-Rey
Démission de Mme Micheline Calmy-Rey, présidente de la Confédération

Präsident (Altherr Hans, Ständeratspräsident): Wir verabschieden uns zunächst von Frau Bundespräsidentin Calmy-Rey. Ich bitte den Generalsekretär, das Schreiben von Frau Bundespräsidentin Calmy-Rey vom 7. September 2011 zu verlesen.

Lanz Christoph, Generalsekretär der Bundesversammlung, verliest folgendes Rücktrittsschreiben:
Lanz Christoph, secrétaire général de l’Assemblée fédérale, donne lecture de la lettre de démission suivante

Monsieur le Président,
J’ai l’honneur de m’adresser par votre intermédiaire à l’Assemblée fédérale pour l’informer de ma décision de ne pas me présenter à la réélection au Conseil fédéral le 14 décembre prochain.
Mes collègues du Conseil fédéral ainsi que la Chancelière de la Confédération seront informés officiellement de ma décision lors de la séance du Conseil fédéral du 7 septembre 2011, décision qui sera rendue publique le même jour.
Je saisis d’ores et déjà cette occasion pour remercier les Chambres fédérales de la confiance qu’elles m’ont témoignée durant ces années d’activité au sein du Conseil fédéral.
Je vous prie d’agréer, Monsieur le Président, l’assurance de ma considération distinguée.

Micheline Calmy-Rey, presidente della  Confederazione. Fonte: Bollettino ufficiale  – Disponibile alla BN e consultabile anche in linea: www.parlament.ch

«I cinque consiglieri federali eletti che non hanno accettato la carica»

Fonte: www.admin.ch, Consiglieri federali eletti che hanno rinunciato al mandato dal 1848

Charles Estoppey (PLR, VD, 15.2.1820 – 30.8.1888, eletto il 18.12.1875)
Gilbert Marion, «Estoppey, Charles», DSS
Commento (in francese) in:
Gazette de Lausanne et Journal suisse, n. 300, 20.12.1875, pag. 1

Karl Hoffmann (PLR, SG, 2.2.1820 – 26.7.1895, eletto il 22.2.1881): rifiutò l’elezione «per motivi familiari».
Marcel Mayer, «Hoffmann, Karl», DSS

Francis Matthey (PS, NE, nato il 17.7.1942, eletto il 3.3.1993)
Wikipedia (in francese)

Antoine Louis John Ruchonnet (PLR, VD, 28.4.1834 – 4.9.1893, eletto il 10.12.1875):
mercoledì 15 dicembre 1875, il consigliere nazionale Heer si recò a Losanna per convincere Ruchonnet ad accettare l’elezione – senza successo.
Fonte:
Intelligenzblatt für die Stadt Bern, n. 348, 17.12.1875, pag. 12 (pdf)
Commento in:
Gazette de Lausanne et Journal suisse, n. 300, 20.12.1875, pag. 1 (pdf)
Olivier Meuwly, «Ruchonnet, Louis», DSS

Johann Jakob Stehlin (PLS, BS, 20.1.1803 – 18.12.1879, eletto l’11.7.1855): fu il primo dei cinque eletti che rifiutò l’elezione in Consiglio federale
Romana Anselmetti, «Stehlin, Johann Jakob», DSS

«L’accettazione dell’elezione»

Elisabeth Kopp, la prima donna eletta in Consiglio federale, accetta la sua elezione. Celebre è diventata una battuta del suo discorso inaugurale: «Gentili signore e signori, per ovvi motivi non posso promettervi che sarò abbastanza uomo per il mio nuovo incarico» («Meine Damen und Herren, ich kann Ihnen aus naheliegenden Gründen nicht versprechen, im Bundesrat meinen Mann zu stellen»).
Fonte: Radio DRS, Echo der Zeit, 2.10.1984
Documento sonoro,
anche in Memobase, http://www.memobase.ch/#document/SRF-BE_MG_BD17563_TRACK01.

Fa parte dei rituali civili e religiosi di un’elezione del Consiglio federale che i membri del Governo eletti prestino giuramento o promessa solenne.

Dopo il giuramento o la promessa solenne, gli uscieri del Consiglio federale accompagnano gli eletti nel Salon du Président nell’ala ovest di Palazzo federale. Gli uscieri dispongono di una propria associazione.
Fonti:
André Holenstein, «Usciere», DSS
Associazione degli uscieri di Stato e della Confederazione

I saluti nel Salon du Président

Dopo l’elezione, il Consiglio federale si riunisce nel Salon du Président per i saluti reciproci e per le prime fotografie del nuovo Esecutivo.

SalonduPresident
BR

Il Consiglio federale, 2015, fonte: www.admin.ch

Piazza federale: il «palcoscenico politico» della Svizzera

Piazza federale è un luogo particolare per la politica svizzera. Prima del 1909, si chiamava «Piazza del Parlamento». Dal 1945, con l’aumento del traffico automobilistico, fu utilizzata come parcheggio. Dopo vari progetti, la piazza è stata ristrutturata nel 2004 e da allora è proibito parcheggiarvi.
Fonte: http://www.bern.ch/leben_in_bern/freizeit/reisen/bundesplatz.bern.ch/der_bundesplatz

Oggi Piazza federale è un luogo unico che ospita svariate attività culturali, sociali, economiche, turistiche o politiche. Dalla sua nascita è stata teatro di numerose manifestazioni politiche, assumendo un ruolo particolare quale spazio in cui le diverse anime della società esprimono liberamente le proprie opinioni.

Bundesplatz

Palazzo federale e la sua piazza

Fonte : BN, Gabinetto delle stampe : Archiv Photoglob-Wehrl

Kundgebung

Il 25 aprile 1987, migliaia di manifestanti reclamarono la chiusura di tutte le centrali atomiche.

Fonte : BN, Gabinetto delle stampe : Fotosammlung Thema Politik